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Alexa. Siri. Cortana. Google Now. Bixby.

Gli assistenti vocali – che stiano nel cellulare o in quel dispositivo che teniamo sul tavolo e che tanto bene si intona con i mobili della camera – stanno ormai entrando a far parte delle nostre routine quotidiane di fruizione tecnologica.

Tra queste, quella di cui molto probabilmente hai esperienza anche tu è quella della ricerca vocale: quante volte ti sei trovato a chiedere al Google o al Siri di turno quale fosse il pub più vicino o il risultato finale della partita che non hai potuto guardare in tv?

Ora la domanda è: perché hai preferito la ricerca vocale a quella testuale?

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Usi la ricerca vocale perché è più veloce, semplice e user-friendly.

Perché evita la difficoltà di digitare su dispositivi di piccole dimensioni o di navigare nei menu confusi dei siti web. Ed è ormai precisa come quella testuale: la tecnologia di riconoscimento vocale di Google è migliorata di quasi il 20% dal 2013, con una precisione che ora si attesta sul 95%.

Insomma, la ricerca vocale è in piena espansione: è aumentata di 35 volte dal 2008 al 2016.

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Ancora: quasi il 50% degli intervistati in un’indagine condotta da Stone Temple Consulting ha riferito di utilizzare la ricerca vocale in ufficio.

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Ok, magari qualcuno cercava un ristorante per la pausa pranzo, ma la maggior parte delle volte le cose vanno diversamente: un sondaggio di Bright Local dell’Aprile 2018 ha rilevato che, nei 12 mesi precedenti, il 56% dei consumatori ha utilizzato la ricerca vocale su smartphone per trovare aziende.

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Voice Search e B2B

Con l’aumento delle ricerche vocali, sono in arrivo grandi cambiamenti per la SEO e, di conseguenza, per chiunque abbia – o voglia avere – una presenza digitale seria.

Questo cambiamento non coinvolge solo i ristoratori: anche il B2B può – anzi, deve – pensare a come cavalcare l’onda del voice search, per non farsi cogliere impreparato nel momento in cui le ricerche vocali supereranno quelle testuali.

Alcuni prevedono che già entro il 2020 il 50% di tutte le ricerche sarà vocale. I numeri attuali mostrano che questa previsione potrebbe non essere eccessiva: l’anno scorso Google ha riferito che il 20% delle sue query mobile erano già ricerche vocali.

In più, conta che il 90% dei dirigenti utilizza dispositivi mobili per condurre ricerche prima di effettuare un acquisto, per cui non è difficile immaginare che presto o tardi passeranno alla ricerca vocale.

Per non parlare della prossima generazione di acquirenti B2B che stanno crescendo con la tecnologia come seconda natura.

Come prepararsi per la ricerca vocale B2B

Prima regola da tenere a mente: parliamo diversamente da come scriviamo.

Se vuoi che i motori di ricerca reputino rilevanti le pagine del tuo sito per le ricerche vocali, sarà necessaria un’ottimizzazione ad-hoc dei testi, attraverso un cambio di scrittura o almeno una revisione.

Ecco alcune differenze tra ricerca vocale e testuale che dovrai tenere presenti.

Lunghezza risposte

La risposta deve essere breve: le linee guida di Google indicano un limite massimo di 29 parole per le risposte che devono essere lette dagli assistenti virtuali.

Ricerche

Online si parla di una media di 3.2 parole per le ricerche testuali e di 4.2 parole per quelle vocali. Purtroppo però, non viene mai citata la fonte di questi numeri. Esiste però questo articolo che indicativamente conferma questo rapporto: ricerche vocali più lunghe, ma non di molto.

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Intenzioni più evidenti

L’elemento da considerare maggiormente è forse la costruzione delle ricerche. Esempio: se tu volessi cercare il nome del primo ministro olandese, probabilmente in Google digiteresti

“Primo Ministro Olanda”

La stessa ricerca, effettuata però vocalmente, potrebbe essere

“Chi è il primo ministro olandese?”

Quando effettui ricerche vocali usando Google, Siri, Cortana o Alexa, in genere fai delle domande.

Le ricerche vocali, quindi, molto spesso iniziano con Chi, Cosa, Come, Quando, Quanto, Dove e Perchè.

È stato inoltre evidenziato come le ricerche vocali che iniziano per Dove e Quando portano più facilmente ad una conversione in quanto l’intenzione dell’utente è più vicina ad un’azione che non ad un interesse generico.

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Come modificare il sito per gestire le ricerche vocali?

Alcune azioni che puoi mettere in atto sin da ora sono:

  1. creare una pagina di F.A.Q. che, per sua natura, ha già una struttura domanda/risposta e può funzionare bene
  2. utilizzare le domande anche all’interno delle tue pagine, inserendole nei titoli insieme alla keyword per la quale è ottimizzata la pagina
  3. concentrarti sul mobile: è più probabile che le ricerche vocali vengano condotte su dispositivi mobili, quindi la loro ottimizzazione è fondamentale
  4. utilizzare le keyword long-tail. Come hai visto, le query di ricerca vocale sono mediamente più lunghe e colloquiali delle loro controparti testuali. Trova le tue keyword long-tail pertinenti e indirizzale ai contenuti del sito per soddisfare le richieste in linguaggio naturale
  5. lavorare sulla posizione zero. Ufficialmente chiamata Featured Snippet, si tratta di un risultato di ricerca organico messo in risalto da Google con un layout specifico. Quando questo snippet viene popolato per una query, i dispositivi di ricerca vocale leggono ad alta voce sia lo snippet che l’origine: si tratta di un enorme incentivo per il riconoscimento e l’autorità del marchio, in quanto Google dichiara sostanzialmente un’azienda come “esperta” di quella keyword
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Ottimizzare la ricerca vocale, quindi, non è un’iniziativa separata, ma è parte della strategia di miglioramento della SEO complessiva.

L’ottimizzazione mobile e le velocità di caricamento delle pagine sono già fattori di ranking, le parole chiave a coda lunga comprendono la metà di tutte le ricerche e gli snippet in evidenza possono generare traffico assicurando un risultato posizione zero.

Sei pronto per far alzare la voce al tuo business?

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