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Da 2 anni ormai, si sente parlare di Web 4.0, a cui vengono accostate innovazioni miracolose e tecnologie disruptive.

In realtà, nonostante le innovazioni che si sono succedute in questi anni, non possiamo dire di essere pienamente approdati in questo mondo 4.0.

Nel 2018 abbiamo visto stabilizzarsi trend come le Stories, influencer marketing, Data security, Social commerce, binge-watching, persino il GDPR ci ha messo il suo. Ognuno di questi elementi ha rivoluzionato in qualche modo il settore.

Il 2019 si prevede ancora più prolifico, e noi abbiamo individuato queste 5 topic da tenere sott’occhio. Sei pronto?

Voice e Visual Search

“Ehi Siri!”, “Ok Google”, “Ciao Alexa”!

Sono sicura che sapete già di cosa si sta parlando, perché tutti almeno una volta abbiamo provato a chiedere cose come “Ehi Siri, ma tu lo guardi Game of Thrones?”

screenshot got siri

Questo perché gli utenti cercano sempre di più una vera conversazione con il motore di ricerca, e questa tendenza e ora amplificata dall’arrivo degli Smart Speaker. Di conseguenza l’uso delle keyword semplici nella ricerca online sta iniziando ad avere una lieve flessione.

Una ricerca condotta da HubSpot evidenzia come la ricerca vocale abbia avuto un grande sviluppo negli ultimi 10 anni, e stima che la metà delle ricerche online, entro il 2020, saranno fatte attraverso la Voice Search.

Cosa significa questo per noi? Che non soltanto sarà importante ottimizzare i contenuti per renderli adatti alla Voice Search, ma anche che Bing avrà un traffico maggiore a quello che ha attualmente!

voice search motori di ricerca

Strumenti del genere, inoltre, possono fornire un aiuto concreto in diverse situazioni: hai già sentito del paraplegico che cammina grazie ad Alexa?

Una nuova tendenza da tenere sott’occhio è anche la Visual Search: attraverso il caricamento della foto nel motore di ricerca puoi accedere a diverse informazioni, relative all’oggetto, alla persona o al luogo ritratto in foto.

Snapchat ha realizzato i primi di ottobre un’integrazione con Amazon basata su questo: tu inquadri il prodotto con la fotocamera, loro te lo fanno acquistare con un click!

Realtà Aumentata e Realtà Virtuale

E-commerce, arredamento, beauty, automotive, alimentare, sono tutti settori in cui l’AR è approdata negli ultimi mesi.

Ad esempio, Sephora invita le proprie clienti a provare la nuova nuance di rossetto, mentre Ikea trova l’arredamento giusto per una stanza.

Sono diversi gli esempi d’uso di queste tecnologie all’interno delle app, ne sono prova i filtri di Instagram, Facebook, Snapchat o TikTok!

Ovviamente non dimentichiamo i visori VR e tutte le applicazioni possibili! Personalmente mi sono ritrovata a prendere a pugni un sacco da boxe, a combattere gli Sturmtruppen dell’Impero e a creare reazioni chimiche, cambiando solo il visore!

In effetti una delle previsioni del Web 4.0 è l’implementazione di un mondo virtuale altamente realistico: che sia più vicino di quello che pensiamo? 😉

gif back to the future

Micro-influencer

Il termine Influencer è ormai sulla bocca di tutti, ma pochi sanno che ci sono diverse tipologie. Tra queste vi è il micro-influencer!

Il termine micro-influencer rappresenta tutte quelle persone che hanno un seguito abbastanza vasto e targettizzato da influenzare, ma non così grande da essere irraggiungibile dalle PMI, in quando il loro “prezzo” è più accessibile!

Grazie a una collaborazione con il micro-influencer del settore, la PMI ha la possibilità di allargare il proprio bacino di utenza senza dover affrontare investimenti eccessivi.

Molti utilizzano la tecnica del video: che sia la nuova IGTV di Instagram, i Live video o la pubblicazione del video marketing, i micro-influencer riescono con questo mezzo a raggiungere più persone possibili, spesso con un’autenticità ed una credibilità che gli influencer dai grandi numeri fanno difficoltà a garantire.

Se non hai ancora scelto il tuo micro-influencer comincia la tua ricerca, prima che possano diventare irraggiungibili 😉

Mobile First

Nel corso dell’anno Google ha annunciato che avrebbe dato un forte peso all’indicizzazione da mobile, andando a penalizzare tutti i siti non responsive o non adatti alla navigazione cellulare.

Considerando che la gente trascorre in media 3 ore e 35 minuti usando lo smartphone, e che questo tempo – secondo Google – è destinato ad aumentare, sembra logico, no?

Ignorare questi dati è impossibile. È infatti fondamentale avvicinarsi sempre più a questo tipo di fruizione, ottimizzando contenuti per essere il più smart e veloci possibile.

Google ha coniato il termine “Micro-Moments” per definire questo concetto: le persone dedicano solo qualche secondo di attenzione al contenuto, per poi passare subito al successivo, se non vengono fortemente attratti. Proprio per questo nasce l’esigenza di creare contenuti studiati per questo tipo di fruizione.

Stare attenti al micro non significa però perdere di vista il macro. Diventa sempre più importante la strategia Omnichannel. Cosa significa nel concreto? Significa essere presente in ogni canale di comunicazione mantenendo ben chiara la visione d’insieme come se fossero tante tessere di un puzzle. Ricorda che ogni strategia, ogni strumento dà il suo contributo in una fase diversa all’interno del tuo funnel,

Per essere sicuro di fare un buon lavoro tieni sempre d’occhio le Analytics di Google. Questo ti porterà a monitorare i risultati e a capire su cosa concentrare maggiormente gli sforzi.

PS prova a usare Google Data Studio per i tuoi report, ricorda sempre che l’occhio vuole la sua parte 😉

Velocità

In un’ottica SEO e in un’ottica User Experience abbiamo visto quanto sia importante che i contenuti possano essere fruiti velocemente.

La connessione da mobile, che passa da rete cellulare, richiede una fluidità e una leggerezza maggiore rispetto alla fruizione da desktop. Questo comporta, da parte di Google, una cattiva classificazione per i siti lenti.

Risale al 2009 il primo annuncio di Google relativo alla penalizzazione dei siti lenti. Negli anni l’azienda ha più volte “richiamato all’ordine” i marketer, annunciando modifiche all’algoritmo della SERP. Lo scorso giugno, infine, annuncia come la velocità sia fondamentale ora non solo nel ranking, ma che presto lo sarà anche per la determinazione del CPC Google.

Un buon strumento è PageInsight: questo tool di Google permette di analizzare un link e verificare la velocità di risposta da desktop e da mobile.

La nuova interfaccia, rilasciata solo da qualche giorno, presenta una nuova integrazione con Lighthouse, lo strumento Google per l’analisi degli URL. Questa, infatti, ora mostra le analisi suddivise nelle 5 macro-categorie usate dal tool:

  1. Field Data: utilizza il Chrome User Experience Report mostrando il First Contentful Paint – abbreviato in FCP – che indica in quanto tempo la pagina viene visualizzata dall’utente (puoi vedere lo screen nell’immagine), e il FID – acronimo di First Input Delay – cioè il tempo che intercorre da quando un utente interagisce con il tuo sito al momento in cui il browser è in grado di rispondere all’interazione.
screen google
  1. Lab Data: Lighthouse analizza la pagina corrente emulando un dispositivo mobile con delle metriche specifiche, mostrando infine delle schermate della simulazione per dare un’idea della situazione attuale.
  2. Opportunities: mostra i modi per migliorare le prestazioni della singola pagina sulla quale è stato fatto il test, indicando i problemi che rallentano la pagina.
  3. Diagnostics: fornisce un rapporto sulle prestazioni, come ad esempio l’utilizzo della cache, le dimensioni DOM, il payload, i JavaScript e molto altro.
  4. Audit: questo report mostra come è stato svolto il lavoro di correzione sui vari audit tra cui Minify JavaScript, CSS, reindirizzamenti e molto altro ancora.

Conclusioni

Sono diversi i trend individuati per il 2019. Noi abbiamo deciso di concentrarci in particolare su questi per degli ottimi motivi:

  • Voice Search: siamo persone tendenzialmente pigre, quanto è bello fare le ricerche senza dover scrivere nulla?
  • Realtà aumentata e Realtà virtuale: in ufficio siamo stati giorni a discutere sul video di Ikea! Oltre a un risparmio di tempo, non dimenticate la semplicità d’acquisto che ne deriva!
  • Micro-influencer: questa categoria di influencer ha la possibilità di aiutare le PMI ad emergere nel mercato, perché non beneficiarne quindi?
  • Mobile First: ormai guardiamo i siti più da mobile che da desktop. Perché non pensare i siti già in quest’ottica?.
  • Velocità di connessione: niente ci da più fastidio di quando cerchiamo notizie online sull’argomento della pausa caffè e le pagine ci stanno ore ad aprirsi! Velocizzare il tuo sito non farà male 😉

A noi questo mondo 4.0 sembra sempre più vicino! Concordi?

Facci sapere cosa ne pensi dei nostri trend (e dei nostri motivi)! Ne avresti scelti altri?

anna giannalia

Mi piace così tanto parlare che il Digital Marketing è stata una scelta naturale per me! Ho studiato Comunicazione e mi sono specializzata in Economia e Marketing. Mi sono occupata di Marketing e di Business Development per il mondo HR, e ora scrivo di ciò che mi piace, abuso di GIF e mi diverto a pubblicare sui social!

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