Impieghi risorse nel content marketing e investi ore per scrivere articoli che si possano definire “di qualità”? Ottimo, ma …non basta!

Il miglior contenuto di questo mondo diventa lettera morta se non si rende fruibile e “trovabile”: e se le persone non entrano in contatto con i tuoi contenuti, difficilmente potranno accorgersi di te, innamorarsi, diventare tuoi prospect e poi, se hai lavorato bene, clienti.

Ecco perché l’architettura dell’informazione è qualcosa che dovrebbe diventare centrale nella tua strategia di comunicazione: perché aiuta le persone a trovare ciò che stanno cercando.

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Gli 8 princìpi dell’architettura dell’informazione

Sono, secondo Dan Brown (no, non quello dei romanzi), i punti di partenza per chi deve affrontare la produzione e la gestione di contenuti sul web. 

Si tratta di organizzare logicamente e semanticamente le informazioni per fare in modo che il messaggio arrivi con maggior semplicità ed efficienza possibile. E tu dovresti conoscere questi princìpi nel momento in cui scrivi e progetti pagine per il web:

  • Oggetti: tratta il contenuto come un essere vivente
  • Scelte: crea pagine focalizzate, con un compito particolare
  • Divulgazione: mostra informazioni per aiutare a capire
  • Esempi: descrivi il contenuto delle categorie mostrando esempi
  • Ingresso: molti arrivano da una pagina diversa dalla home page
  • Classificazione: offri diversi schemi per sfogliare i contenuti
  • Navigazione mirata: non mescolare mele e arance
  • Crescita: il contenuto odierno è piccola parte di quello futuro

Come vedi, scrivere testi per un sito web riguarda solo una parte dell’architettura dei contenuti, ma credo che da questi princìpi possano prendere vita alcuni spunti che puoi mettere in pratica sin da subito.

Struttura e organizzazione dei contenuti

Creare una buona struttura dell’articolo è IL principio base per una buona efficacia del tuo contenuto. La domanda fondamentale qui è: come organizzare l’informazione?

Il faro di questo processo è la necessità di facilitare il lavoro: il lettore deve capire subito cosa vuoi comunicare, il tema della pagina, cosa troverà di utile, perché deve continuare a leggere. O se ne andrà e tu avrai perso un’occasione di business.

Ecco la combinazione vincente:

  • Headline: cattura l’attenzione e informa
  • Sottotitolo: approfondisce e introduce
  • Primi paragrafi: definiscono e spiegano
  • Immagine: rapisce lo sguardo del lettore

Il meccanismo è quello della piramide rovesciata del giornalismo.

Prima dai le informazioni più importanti, o la risposta alla domanda che il tuo target si aspetta. Poi approfondisci mantenendo sempre fede al principio di economia: quello che non serve può andare via, magari lasciando link interni o in uscita per approfondire.

Togli quello che non serve dall’articolo

Togli le informazioni superflue per far emergere ciò che serve al lettore. Questo è uno dei principi base della buona information architecture: perché disturbare l’utente con testo, immagini o video che non servono a comunicare valore?

Tassonomie: tag e contenuti dei post

Rendi disponibile l’informazione nel posto giusto, quando serve: questo è il compito che devono assolvere categorie e tag del tuo blog, secondo queste “buone pratiche”:

  • Ogni articolo in una sola categoria.
  • Pochi tag per ogni post.

Se non hai le idee chiare rispetto a come usare i tag in modo sistematico, puoi creare una mappa mentale per organizzare la ramificazione a monte. In questo modo il blog può svilupparsi creando solo tag e categorie che servono veramente, evitando ad esempio sovrapposizioni semantiche: ha senso avere due tag dedicati, rispettivamente, a web writing e scrittura online? Magari accompagnati da una categoria web copywriting? No, è un problema per Google e l’utente.

struttura del blog

Categorie e tag su un blog con la mappa mentale.

Parole

Usa termini semplici per spiegare ciò che serve: evita forme verbali complesse, tecnicismi fuori contesto, burocratese o altri linguaggi di nicchia.

Spiega gli acronimi se sono lontani dal tuo target; usa l’italiano se possibile, mettendo da parte inglesismi, latinismi e tutto ciò che può impegnare più del necessario il cervello di chi legge.

Dividi il testo in paragrafi utili al lettore

Uno dei pilastri della buona architettura dell’informazione: la capacità del contenuto di rendersi scansionabile.

Architettura dell'informazione

Come leggono le persone secondo Steve Krug.

Le persone danno una rapida occhiata al test, poi decidono cosa leggere.

Per questo è fondamentale interrompere il muro di parole non solo usando i paragrafi, ma anche dividendo i blocchi in sezioni introdotte da un titolo.

Questi titoli, però, non devono essere approssimativi o piegati a pure esigenze SEO: piuttosto, usali per far capire realmente cosa stai per spiegare in quella specifica sezione del testo.

Se l’architettura dell’informazione è l’arte di organizzare un contenuto in modo da rendersi facile da fruire, la definizione delle sezioni e la chiarezza dei titoli sono passaggi imprescindibili, soprattutto per migliorare la qualità delle tue strategie e azioni di lead generation.

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