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Creare un contenuto virale è qualcosa che sognano tutti i marketer… Però, per i marketer B2B, è davvero difficile raggiungere questo scopo!

E la ragione è abbastanza semplice: il pubblico di riferimento è composto principalmente da manager, e i contenuti condivisi sono fatti con lo scopo di informare e vendere!

I contenuti virali più efficaci, invece, sono stati fatti dai brand per divertire i lettori, sfruttando un evento specifico. Questi contenuti vengono poi condivisi più volte, diventando virali grazie proprio alla loro immediatezza e alla natura simpatica.

Diventare virale sembra quindi un traguardo quasi irraggiungibile agli occhi dei marketer B2B. Ma è davvero così?

Vediamo prima di tutto perché dovrebbe interessarti creare un contenuto virale.

I vantaggi della viralità

Sono 3 i benefici principali che un contenuto virale può darti:

  1. Crescita esponenziale: il messaggio del tuo brand avrà una risonanza mediatica altissima, data dal passaparola, uno degli strumenti di marketing più forti;
  2. Costi minimi: creare un contenuto che sia virale non ti costa nulla, quello che serve è tanto ingegno, pensare fuori dagli schemi. Cosa otterrai però? Tantissime nuove lead;
  3. Incremento della credibilità: se il tuo contenuto si diffonde a macchia d’olio la tua brand awareness non potrà che aumentare, così come la fiducia degli utenti verso il tuo marchio..

Allo stesso modo, però, la viralità può diventare una trappola.

Se crei un contenuto audace o controverso, questo può trasmettere un’immagine sbagliata del tuo business.

Non importa quanto i tuoi contenuti siano attendibili, freschi o “cliccabili”, la viralità di un contenuto non ti da nessuna garanzia. Ricorda che a volte la viralità di un post deve il suo successo al caso e alla fortuna.

La “formula”

Per creare un post virale bisogna considerare 2 macro-fattori fondamentali:

  • Oggettivi (O): i fattori che puoi controllare;
  • Soggettivi (S): i fattori che non puoi controllare.

Quindi la formula per la viralità di un post è V= O + S

Fattori oggettivi

I fattori oggettivi sono sei, e sono tutti sotto il tuo controllo, poiché dipendono tutti dalla struttura del post e quindi dalla stesura.

Lunghezza

Come possiamo vedere dai dati raccolti da BuzzSumo, contenuti mediamente lunghi ottengono una diffusione social maggiore rispetto a quelli più corti.

In modo particolare sono i contenuti che si assestano tra le 1000 e le 2000 parole quelli più gettonati, che in media hanno un tasso di condivisione del 56,1% più alto rispetto a quelli con meno di 1000 parole.

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È un dato sorprendente. Il primo pensiero è infatti che le persone possano preferire contenuti più corti, vista la bassa soglia d’attenzione o il crescente utilizzo dei dispositivi mobile.

Inoltre, i contenuti lunghi e dettagliati, con dati statistici, sono anche più apprezzati e generano più backlink, portando quindi un traffico organico maggiore e condivisioni sui social. Articoli con una lunghezza superiore alle 3000 parole hanno, in media, il 77,2% di possibilità in più di ricevere backlink rispetto a quelli più corti.

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Formato

Esistono dei formati che possiamo definire standard per gli articoli dei blog:

  • Gli articoli “How-To“ che spiegano come fare qualcosa;
  • Le liste di punti da seguire per raggiungere un risultato;
  • Gli articoli “what”, che spiegano qualcosa di specifico;
  • Gli articoli “Why” che spiegano il perché di una cosa.

La classifica dei formati che ricevono più share sui social non lascia dubbi: il formato più amato è la lista.

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Secondo una recente ricerca di Backlinko questo tipo di post generano il 218% di condivisioni in più rispetto agli articoli “How-to”.

Titolo

Nonostante la regola principale sia che i titoli devono essere di una lunghezza inferiore ai 71 caratteri, gli articoli con titoli molto lunghi generano molte più condivisioni.

Secondo la ricerca condotta da Smart Insights, infatti, i post ad essere condivisi maggiormente sui social sono quelli che presentano un titolo con una lunghezza che oscilla tra gli 80 e i 100 caratteri.

Inoltre, i titoli strutturati in forma di domanda generano un incremento del 23,3% di condivisioni.

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Timing

La viralità di un post è molto influenzata dalla sua capacità di essere real time.

Pensa agli ultimi post che hanno avuto grande successo sui social: ricadono nell’ambito del real time, parlano di eventi famosi o cavalcano l’onda del momento, e proprio per questo diventano molto famosi tra il pubblico. Si tratta del cosiddetto newsjacking.

Presentazione

Una bella immagine fa gran parte del lavoro.

Un articolo senza immagini, o con una non molto coinvolgente infatti, generare una quantità di backlink e share bassa.

Le infografiche rimangono il formato grafico più amato: offrono un sunto visivo del post e spingono il pubblico a leggere per intero l’articolo per saperne di più.

Allo stesso modo, anche l’uso di meme divertenti fa sì che l’articolo generi aperture e condivisioni. Le persone infatti sono attratte da ciò che ispira fiducia e genera simpatia.

Infine, un buon formato resta il video: il coinvolgimento è alto ed è alto il tasso di conversione generata.

Firma

I tuoi articoli presentano una firma e una breve biografia? A quanto pare, infatti, questi elementi generano fiducia nell’utente.

La credibilità dell’articolo aumenta quando qualcuno decide di firmarlo: ogni volta che firmo un articolo infatti decido di “metterci la faccia”, mettendo in gioco la mia credibilità.

Un articolo non firmato, invece, potrebbe, secondo gli utenti, contenere informazioni non completamente corrette o delle vere e proprie bufale.

Questo elemento, nel settore B2B, è molto sentito: i professionisti infatti utilizzano il proprio nome sui blog o su LinkedIn, garantendo quindi al proprio network la veridicità delle informazioni condivise!

Fattori soggettivi

La riuscita di un post virale, però, non è assicurata solo da questi fattori. Come dicevamo prima, infatti, anche i fattori soggettivi hanno una notevole importanza.

Questi, essendo fuori dal nostro controllo, ricadono nella cosiddetta teoria del comportamento pianificato. Secondo questo modello il comportamento dipende da tre fattori principali, che interagendo tra di loro, spingono l’uomo a formulare un’intenzione e quindi comportarsi in un dato modo.

I tre fattori individuati sono l’atteggiamento, le norme soggettive e la percezione del controllo.

Vediamo brevemente come possono influenzare la viralità del nostro post!

Atteggiamento

Prima di condividere un contenuto ognuno di noi riflette sulle conseguenze che questo avrà sulla nostra immagine pubblica. L’utente quindi, valuta bene le conseguenze positive o negative che possono nascere, e in seguito alle sue considerazioni decide se il post merita o meno la sua condivisione.

Se pensa che questo possa generare un atteggiamento controverso nei suoi confronti non condividerà il tuo post, al contrario, se invece questo gli permetterà di aumentare la sua credibilità allora sarà ben lieto di condividerlo con la sua rete!

Norme soggettive

Prima di cliccare su “Condividi” l’utente cerca di capire che reazione avrà il suo network.

La reputazione online, infatti, ha un peso notevole per ognuno di noi. Ho lavorato tanto sulla mia immagine, per assicurarmi che le persone possano fidarsi di me, cosa succederebbe se pubblicassi un post che mi mette in cattiva luce?

Prevedere la possibile reazione non è sempre facile, perché ognuno di noi ha interessi e credenze differenti. Per questo prima di condividere l’utente prova a immaginare se questo riceverà o meno dei like e che tipo di commenti stimolerà.

La pubblicazione sarà fatta solo se potrà aumentare la sua credibilità con la rete.

Percezione del controllo

Questo fattore deve spingerti a riflettere sulla fattibilità della condivisione: do modo ai miei lettori di condividere i miei post? Ci sono problemi tecnici che potrebbero impedire la condivisione? La risposta a queste domande deve essere, rispettivamente, “si” e “no”.

Dobbiamo permettere al lettore di decidere in modo autonomo se condividere il post, facilitando l’azione.

Trasformare i fattori soggettivi in oggettivi

Come puoi far in modo che i fattori soggettivi diventino oggettivi? Mettendoti nei panni del lettore.

È importante essere empatici verso i propri lettori, capirne i bisogni e gli interessi, in modo da poter sempre creare contenuti che siano interessanti e condivisibili dai più.

Se riuscirai a capire bene il tuo pubblico ti sarà facile costruire contenuti che possano metterli in buona luce e che siano condivisibili da gran parte del loro network. Lo studio delle buyer persona, infatti, permette di capire gli interessi e di poter prevedere se un contenuto sarà o meno interessante per loro.

In più, grazie a diversi tool in commercio (ad esempio addtoany), potrai facilitare le condivisioni sui social o le piattaforme in genere (come email. whatsapp, messaggi…) dei tuoi contenuti, eliminando quindi gli ostacoli tecnici che potrebbero incontrare i lettori.

Conclusioni

Come creare quindi un post virale? Applicando la formula!

V = O + SV = (L + F + T + Tg + P) + (A + NS + PC)

Fattori Oggettivi:

  • Lunghezza (L): scrivi contenuti di una lunghezza media di 1500 parole
  • Formato (F): utilizza un formato molto amato, come per esempio le liste
  • Titolo (T): dai un titolo al tuo articolo coinvolgente e lungo almeno 80 caratteri
  • Timing (Tg): dai peso alla quotidianità e sfrutta l’instant marketing
  • Presentazione (P): usa una bella immagini, preferibilmente un’infografica, per invogliare il network a leggerlo e condividerlo

Fattori Soggettivi

  • Atteggiamento (A): assicurati che il post possa mettere in buona luce colui che lo condivide
  • Norme Soggettive (NS): chi condivide il tuo post si aspetta di ricevere reazioni positive
  • Percezione del Controllo (PC): fai in modo che possa condividerlo facilmente con chi vuole.

E tu? Hai mai creato un contenuto virale? Pensi che la formula sia corretta? Faccelo sapere nei commenti! 😉

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